Sentendo parlare di questa intolleranza da una mia amica ed essendo parecchio ignorante in materia, negli ultimi giorni ho cercato di approfondire un po’ l’argomento e vi riporto quello che ho trovato. Nel caso qualcuno avesse lo stesso problema potrebbe correggere, attraverso l’uso dei commenti, le eventuali inesattezze che scriverò di seguito.

Il glutammato monosodico è il sale di sodio dell’acido glutammico e fa parte dei venti amminoacidi naturali. Si tratta di una polverina bianca e cristallina ed è solubile in acqua. La sua percezione gustativa viene detta “umami” e fa parte dei cinque gusti base percepiti dagli esseri umani.

Nell’industria alimentare viene usato come additivo per esaltare la sapidità, ed è identificabile nelle confezioni di cibi attraverso la sigla E621.

Presenza nei cibi
Il glutammato è presente in moltissimi cibi: carne, pollo, pesce, verdure, pomodoro, latte, patate, cereali, dai dadi da brodo, scatolame ed in molti tipi di formaggio. Tra i formaggi il parmigiano reggiano è quello che ne contiene la quantità maggiore.
Oltre ad essere presente in natura viene addizionato agli alimenti fino ad un massimo dello 0,8% dell’alimento, per riprodurre la percentuale presente in natura. In particolare viene aggiunto nei sughi, nelle minestre e nei prodotti trasformati salati.

Di solito i sintomi possono essere mal di testa, debolezza e spossatezza. Per fare un controllo molto veloce è possibile rivolgersi in farmacia.
La cosa migliore da fare, per chi presume di essere allergico, rimane comunque sempre un consulto con il proprio medico o con un dietista ed effettuare esami approfonditi.