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Ingredienti per 4 persone:
- 200 gr. di sarde fresche
- 350 gr. di spaghetti
- bottarga di muggine grattugiata
- 50 gr. di pinoli
- prezzemolo
Preparazione:
Pulire bene le sarde togliendo accuratamente la lisca centrale. Farle cuocere in una padella antiaderente con olio abbondante per 5 minuti, aggiungere un goccio di vino bianco e i pinoli e lasciar cuocere ancora per qualche minuto fino a quando non sono ben cotte e non si sarà formato un po’ di sughetto di cottura.
Nel frattempo far cuocere gli spaghetti, scolarli e versarli nella padella con le sarde. Aggiungere la bottarga, una spruzzata di prezzemolo, mescolare il tutto e servire in tavola ben caldo.
Oggi vi voglio proporre la realizzazione fotografata da Nicoleta della Torta ai peperoni, già inserita in questo blog da Valentina.
Nicoleta ha fatto un ottimo lavoro fotografando le varie fasi della preparazione, dall’impasto iniziale al piatto finito. Il suo blog rappresenta perfettamente il giusto connubio tra le tradizioni culinarie italiane e quelle rumene. Buona lettura!
La prossima settimana dovrebbe poi essere pronta una ricetta speciale di pesce con sarde, pinoli e bottarga.
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Informazioni Generali:
Ristorante “Bel Deuit”
Via Superga, 58
Baldissero Torinese Superga (TO)
Tel. 011 9431719
Coperti: 50
Prezzi: 25-30 Euro
Voto: 9,5/10
Recensione:
Partendo dalla zona di Sassi a Torino ed inerpicandosi in macchina per strada Superga si giunge al ristorante “Bel Deuit”. Il locale é abbastanza nascosto ed é situato in un piccolo slargo al bivio che da una parte porta alla basilica e dall’altra prosegue per Baldissero.
Il nome significa in piemontese “bel garbo” ed é questa la sensazione che si prova all’interno; il locale é molto silenzioso ed i camerieri propongono man mano i piatti, senza presentare un menu, proprio perché la cucina si basa sugli ingredienti stagionali della tradizione.
E’ possibile iniziare con una selezione di antipasti del territorio, serviti rigorosamente a vassoio, dal salame nostrano al tagliere, alle crespelle alla piemontese, agli asparagi della provincia di Torino per concludere con del formaggio caprino.
Tra i primi immancabili sono i “tajarin”, una sorta di fettuccine abbastanza sottili che vengono proposte in “mille modi”. Cotte ad esempio nel freisa di Chieri con verdure, con della carne di coniglio o con i carciofi; veramente squisite. In alternativa erano presenti gli gnocchi alla bava o gli agnolotti di carne o i ravioli con menta ed erbette.
Per quanto riguarda i secondi abbiamo provato un fritto di carciofi e semolino (in Piemonte chiamati “frittini”). Sicuramente questa é risultata la portata più azzeccata, sembravano davvero quelli che ricordavamo dalla preparazione delle nonne. In alternativa venivano proposti il brasato, l’arrosto con verdure, il coniglio in umido con verdure e altri piatti sempre a base di carne.
Per finire la lista dei dolci era veramente lunga: dall’ottimo zabaione fatto in casa, ad una selezione di cioccolatini artigianali torinesi serviti con del freisa chinato, ad una torta al gianduia con panna, ad una torta di nocciole con crema pasticcera fino a diverse altre proposte.
Per quanto riguarda i vini, per non tradire lo spirito del ristorante, abbiamo preso uno sfuso della zona, prodotto con uve Freisa e Barbera.
In conclusione il giudizio sul locale é davvero entusiasta, a pochi minuti di macchina dall’abitato di Torino, al “Bel Deuit” si possono gustare i cibi semplici della stagione con piena valorizzazione ed un tocco di creatività.
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Ingredienti per 4 persone:
400 gr. di spaghetti
una fetta di tonno fresco
1 uovo intero più due tuorli
uno spicchio d’aglio
prezzemolo
sale e pepe q.b
Preparazione:
Tagliare a cubetti il tonno fresco e cuocerlo in una padella antiaderente dove poi bisognerà far saltare anche la pasta con olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio.
Aggiungere un po’ di vino bianco e lasciar cuocere per circa 5 minuti.
A parte lavorare le uova con un cucchiaio di latte fino quando non saranno ben amalgamate. Nel frattempo far cuocere al dente gli spaghetti.
Versare nella padella antiaderente contenente il tonno gli spaghetti, quindi unire l’uovo e far amalgamare il tutto a fuoco bassissimo.
Servire in tavola con abbondante spruzzata di prezzemolo ed eventualmente con delle scaglie di pecorino.
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Locanda ai ponti romani
Frazione Vervaz, 10-11
Chataignere - Challand-Saint-Victor
Tel. 0125 967608
Orario: mezzogiorno e sera
Prenotazione consigliata
Coperti: 40
Prezzi: 25-27 Euro
Voto: 8,5/10
Per raggiungere questo splendido posto in val d’Ayas bisogna imboccare l’autostrada A5 Torino-Aosta ed uscire al casello di Verrès.
Proseguire quindi in direzione val’Ayas-Champoluc fino alla località Chataignere, qui la locanda si trova al fondo della strada Frazione Vervas.
Il locale é inserito nel tipico paesaggio valdostano, con montagne aguzze e natura incontaminata. Sulla strada abbiamo incontrato addirittura un gregge di mucche che si spostava verso gli alpeggi e un asino intento a strofinarsi per diminuire gli effetti del caldo.
La locanda ai ponti romani prende il nome da alcune rovine poco distanti. La sala si trova al secondo piano di una bella baita di montagna completamente ristrutturata, con un quarantina di coperti circa. Al pian terreno ci sono le cucine, i bagni e una piccola saletta adibita a bar. Si apprezza da subito la cortesia dei padroni e la tendenza a puntare su un ambiente familiare e di qualità.
Per cominciare abbiamo preso una porzione di antipasto misto. Comprendeva cinque piatti diversi: un assaggio di mocetta della zona, una mousse di formaggio caprino da degustare con l’ottimo pane fatto in casa e del salamino cotto con castagne, la porzione di castagne era fin troppo abbondante. Si continuava poi con le classiche crespelle alla valdostana e un pregevole strudel di verdure, per quest’ultimo la porzione ci é sembrata invece un po’ troppo moderata.
Come primo abbiamo optato per una porzione per due di risotto rosso con fonduta. Veramente ben cotto e gustoso. Erano disponibili, in alternativa, gli agnolotti di verdure con burro e menta.
Nonostante fossimo già quasi sazi, abbiamo ancora provato una carbonade di vitello, una specie di spezzatino cotto in questo caso con dei semi di ginepro che ne amplificavano il gusto già forte.
Questo può essere considerato un piatto unico, la porzione era molto abbondante perché la carne era accompagnata con dell’ottima polenta artigianale.
Per finire abbiamo preso un caffè e ci é stata offerta una grappa morbida veramente squisita, di sicura produzione familiare.
Per quanto riguarda il vino abbiamo degustato un Merlot 2006 della zona, prodotto nella vicina località di Arnad, molto conosciuta per l’omonimo lardo.
Il prezzo finale é stato di 25 euro a testa, senza dubbio accettabile per la qualità e quantità dei cibi assaggiati.