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Ecco un altro trucco per stupire i vostri amici. Il risultato sarà una pagnotta strepitosa, di quelle rustiche e ruvide da sembrar cotta nel forno a legna.
Mi raccomando di cominciarlo dal giorno prima perchè ci vogliono dalle 18 alle 24 ore di lievitazione. Però non vi preoccupato il tutto è molto semplice come al solito.
Ingredienti:
Preparazione:
Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida. In una ciotola grande mescolare la farina col sale. Unire l’acqua col lievito, mescolare velocemente con le mani o con una forchetta. L’impasto è molto morbido e appiccicoso. Coprire la ciotola con un foglio di pellicola e lasciar lievitare l’impasto a temperatura ambiente (circa 20°C) dalle 18 alle 24 ore.
Il giorno dopo l’impasto sarà aumentato di volume.
Rovesciarlo su un piano abbondantemente infarinato. Spolverarlo con altra farina, quindi tirare quattro lembi di impasto e ripiegarli su se stessi. Coprire con un foglio di pellicola e lasciar riposare per circa 15 minuti.
Trascorso questo tempo cospargere la superficie dell’impasto con semini a piacere (sesamo, girasole, zucca, papavero etc.), semolino o polenta. Trasferire l’impasto o in una ciotola (che andrà coperta) o in un canovaccio (in cui l’impasto verrà arrotolato) e far proseguire la lievitazione per altre due ore.
Pre-riscaldare il forno a 230°C e mettervi dentro a riscaldare una pirofila dai bordi alti e col coperchio.
Rovesciare il tutto nella pirofila bollente. Coprire col coperchio e infornare per circa 30-40 minuti sempre a 230°C.
Rimuovere il coperchio e continuare la cottura per altri 10-15 minuti.
Come detto otterrete una fantastica pagnotta che dovrete far raffreddare, tagliare e mettere in tavola.
Ringraziamo Stefania Foti per la foto e Jim Lahey per la ricetta.
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Ingredienti per 4 persone:
320gr di trofie fresche
1 fetta di speck da 4mm di spessore tagliata a striscioline
Per il pesto:
1 cespo di radicchio
100 gr di pecorino sardo
100 gr di pinoli
100 gr di mandorle
125 cl di panna da cucina uht
olio extravergine
sale e pepe q.b
Preparazione (Pesto):
Unire nel frullatore il radicchio, le mandorle, i pinoli ed il pecorino sardo. Frullare il tutto ed unire lentamente l’olio extravergine in modo da ottenere una salsa omogenea ed non troppo ricca di olio.
Bollire le trofie in abbondante acqua salate per circa 4 min. Friggere le striscioline di speck per circa 2 min. Scolare la pasta e saltarla in padella per altri 2 minuti con il pesto di radicchio e la panna.
Composizione:
Disporre una cialda di formaggio al centro del piatto con dentro di essa lo speck. Versare la pasta calda sulla cialda in modo da creare quasi una cascata sul piatto. Decorare con pepe rosa e nero e foglie di salvia.
Un saluto dalla Sardegna…
Matteo Ghigino
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Ingredienti per 4 persone:
Preparazione:
Rosolare le carote il sedano e la cipolla in olio extra vergine d’oliva per pochi minuti ed aggiungere abbondante acqua per ottenere un brodo vegetale.
Salare e lasciar bollire fino a quando il brodo non sarà ben insaporito.
Bollire il riso nel brodo vegetale e lasciarlo leggermente ”al dente” in modo che il successivo calore degli altri ingredienti di questo piatto ultimeranno la cottura del riso stesso. Scolare e lasciar raffreddare in una ciotola capiente.
Lavare e tagliare le zucchine ed i peperone rosso a fiammifero o comunque a julienne.
Tagliare il petto di pollo in bocconcini non tanto grossi e disporlo per 15 minuti in una ciotola con un cucchiaio generoso di olio e peperoncino rosso macinato ed una spruzzata di tequila o rum (facoltativa).
Pulire le code dei gamberoni eliminando la testa. In una padella antiaderente o meglio comunque un Wok (padella tipica cinese) cucinare con olio e sale, come in successione, le zucchine, il peperone, le code di gamberone ed il pollo correggendo il sapore con un pizzico di sale.
Durante la cottura dei cubetti di pollo utilizzare un cucchiaio di salsa di soia.
Unire in una ciotola grande ed abbastanza capiente il riso le zucchine il peperone i bocconcini di pollo e le code di gamberone. Insaporire con del pepe.
Servire tiepido o freddo.
Matteo Ghigino
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Queste polpettine le cucinava sovente mia suocera. E’ un piatto semplice, genuino e appetitoso che si accompagna bene con una purè di patate.
Ingredienti per 6 persone
- 600 gr di carne macinata di vitello
- 2 uova intere
- 50 gr parmigiano
- un pugno di mollica di pane
- mezzo bicchiere di latte
- 500 gr passata di pomodoro
- noce moscata, un pizzico di peperoncino, sale e pepe
PREPARAZIONE
Mettete la carne macinata in una ciotola. Aggiungete due uova intere, la mollica ammorbidita nel latte, il parmigiano grattugiato, una grattata di noce moscata, sale e pepe. Mescolate tutti gli ingredienti e formate delle polpette di media grandezza.
In una padella preparate del sugo di pomodoro. Fate scaldare due cucchiai di olio. Unite uno spicchio di aglio e aggiungete la passata di pomodoro. Fate cuocere per dieci minuti. Salate e insaporire con un pizzico di peperoncino.
Calate le polpette nel sugo e fate cuocere lentamente per circa un’ora a pentola coperta. Di tanto in tanto girate le polpette ed allungate il sugo, se necessario, con dell’acqua calda.
Buon appetito,
Maria Teresa
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Il radicchio variegato di Castelfranco è “il fiore che si mangia”, una definizione che esprime molto bene la bellezza e le grandi potenzialità organolettiche del prodotto.
Questo pregiato tipo di radicchio ricorda il bocciolo dispiegato di una rosa in tutto il suo splendore. Le sue foglie hanno un colore bianco-crema con variegature che vanno dal rosso al viola.
E’ nato a Castelfranco nel 1800 da un incrocio del radicchio rosso di Treviso con l’indivia scarola. Ora è coltivato anche in alcuni comuni delle province di Treviso, di Padova e di Venezia. Nel 1996 è stato riconosciuto come prodotto tutelato dal marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta).
Il radicchio di Castelfranco fa la sua comparsa in Inverno e domina fino all’inizio della Primavera. Le foglie hanno un sapore gradevolmente amarognolo ed un elevato valore organolettico.
Con il radicchio di Castelfranco si possono cucinare delle autentiche leccornie che vanno dall’antipasto, ai primi ed ai secondi.
Considerate le sue proprietà nutrizionali si può considerare un alimento:
E’ da preferirsi la consumazione a crudo per non alterarne il quadro nutrizionale.