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Questa mattina, con l’aiuto di una signora di origine parmense, ho preparato questa tipica ricetta regionale emiliana. Ci sono diverse varianti e diversi nomi di questa preparazione a seconda dei luoghi della regione in cui ci si trova.
A dispetto del nome, si tratta di una specialità salata, ed é la versione di Parma delle paste fritte che si trovano con altri nomi in Emilia, come ad esempio lo gnocco fritto, la pizza fritta o le crescentine.
Si tratta di losanghe della dimensione di circa 10/15 cm che vengono tagliate con una piccola rotellina dentata da una sfoglia tirata a mano e molto semplice. Secondo la tradizione dovrebbero essere fritte nello strutto.
Ingredienti (non viene indicato il numero di persone): 500 gr. di farina bianca, 2 cucchiai di olio, sale q.b., acqua frizzante calda per impastare, abbondante strutto per friggere.
Preparazione: disporre a fontana la farina, aggiungere l’olio, il sale e l’acqua calda. Impastare bene e aggiungere acqua finché il composto non sia ben morbido. Stendere quindi la pasta fino a raggiungere lo spessore di circa 3-4 millimetri, tagliare dei pezzi a forma di rombi non troppo grossi.
Intanto far sciogliere lo strutto su un fuoco abbastanza alto, quando risulta ben bollente iniziare a friggere i pezzi da entrambe le parti. Quando risultano ben colorati mettere sulla carta assorbente.
Servire appena preparato e ben caldo con formaggi ed affettati misti a piacere. Questa é sicuramente la versione più semplice di questa ricetta tradizionale, attendo vostri commenti nel caso ci siano delle precisazioni da fare al riguardo.
Lunadipendente
22 gennaio 2008 alle 20:14:10
li proverò subito perchè sn salati (adoro le cose salate) e perchè nn c’è lievitodi birra (ne sn allergica)
matteo
25 gennaio 2008 alle 19:29:34
Sono di parma e le ho provate anche con il miele e con la marmellata di susine. Da provare!!! da bere vi consiglio un buon lambrusco dell’emilia (rosso) o malvasia dei colli di parma (bianco)
Giovanni
25 gennaio 2008 alle 19:55:39
matteo: grazie del tuo parere, in effetti mi stuzzica l’accostamento con il dolce… Per quanto riguarda il vino forse preferirei il malvasia
CARLO ALBERTO
4 febbraio 2009 alle 19:24:40
durente la guerra si qualche volta si riusciva a rimediare della farina (con molti bottoni) e dello strutto….il Lambrusco non mancava….questa è la vera riccetta della torta fritta di Parma! Allora non avevamo l’acqua frizzante e bevevamo un’ottima acqua del serbatoio della sorgente di via Solari
flavia di parma
29 novembre 2009 alle 17:02:52
sono di parma, ma la faccio usando acqua tiepida e un panetto di lievito di birra poi faccio lievitare.La taglio arombi e la friggo con olio di semi di girasole
Giovanni
30 novembre 2009 alle 18:12:26
ciao flavia, grazie mille per le tue precisazioni, una volta mi piacerebbe proprio venire a mangiarla lì in città…
Fabiana
17 gennaio 2010 alle 13:35:32
io le adoro queste pietanze è propio una bella ricetta e anche seplice da fare
Maria Giovanna Silvestri
20 gennaio 2010 alle 0:42:50
E’ simile alle nostre pizze fritte (Salerno) ricordiamo la Loren in un film napoletano
andrea
11 febbraio 2010 alle 17:48:27
io sono argentina (sto scrivendo propio da li) e devo dire che pure noi mangiamo queste torte fritte!!!!! le facciamo uguale pero si accompagno con una specie di tea che si chiama mate, e le mangiamo con burro, marmellate, o lo zucchero. Il mondo è un fazzoletto!!!!