Torta fritta di Parma

Categoria: Antipasti | Autore: Giovanni | Articolo letto: 48 volte



Questa mattina, con l’aiuto di una signora di origine parmense, ho preparato questa tipica ricetta regionale emiliana. Ci sono diverse varianti e diversi nomi di questa preparazione a seconda dei luoghi della regione in cui ci si trova.

DSCF1462_mini.jpgA dispetto del nome, si tratta di una specialità salata, ed é la versione di Parma delle paste fritte che si trovano con altri nomi in Emilia, come ad esempio lo gnocco fritto, la pizza fritta o le crescentine.
Si tratta di losanghe della dimensione di circa 10/15 cm che vengono tagliate con una piccola rotellina dentata da una sfoglia tirata a mano e molto semplice. Secondo la tradizione dovrebbero essere fritte nello strutto.

Ingredienti (non viene indicato il numero di persone): 500 gr. di farina bianca, 2 cucchiai di olio, sale q.b., acqua frizzante calda per impastare, abbondante strutto per friggere.

DSCF1460_mini.jpgPreparazione: disporre a fontana la farina, aggiungere l’olio, il sale e l’acqua calda. Impastare bene e aggiungere acqua finché il composto non sia ben morbido. Stendere quindi la pasta fino a raggiungere lo spessore di circa 3-4 millimetri, tagliare dei pezzi a forma di rombi non troppo grossi.
Intanto far sciogliere lo strutto su un fuoco abbastanza alto, quando risulta ben bollente iniziare a friggere i pezzi da entrambe le parti. Quando risultano ben colorati mettere sulla carta assorbente.

Servire appena preparato e ben caldo con formaggi ed affettati misti a piacere. Questa é sicuramente la versione più semplice di questa ricetta tradizionale, attendo vostri commenti nel caso ci siano delle precisazioni da fare al riguardo.





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3 Commenti all'articolo “Torta fritta di Parma”

  1. Lunadipendente ha scritto:

    li proverò subito perchè sn salati (adoro le cose salate) e perchè nn c’è lievitodi birra (ne sn allergica)

  2. matteo ha scritto:

    Sono di parma e le ho provate anche con il miele e con la marmellata di susine. Da provare!!! da bere vi consiglio un buon lambrusco dell’emilia (rosso) o malvasia dei colli di parma (bianco)

  3. Giovanni ha scritto:

    matteo: grazie del tuo parere, in effetti mi stuzzica l’accostamento con il dolce… Per quanto riguarda il vino forse preferirei il malvasia :)

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