Questa mattina, con l’aiuto di una signora di origine parmense, ho preparato questa tipica ricetta regionale emiliana. Ci sono diverse varianti e diversi nomi di questa preparazione a seconda dei luoghi della regione in cui ci si trova.
A dispetto del nome, si tratta di una specialità salata, ed é la versione di Parma delle paste fritte che si trovano con altri nomi in Emilia, come ad esempio lo gnocco fritto, la pizza fritta o le crescentine.
Si tratta di losanghe della dimensione di circa 10/15 cm che vengono tagliate con una piccola rotellina dentata da una sfoglia tirata a mano e molto semplice. Secondo la tradizione dovrebbero essere fritte nello strutto.
Ingredienti (non viene indicato il numero di persone): 500 gr. di farina bianca, 2 cucchiai di olio, sale q.b., acqua frizzante calda per impastare, abbondante strutto per friggere.
Preparazione: disporre a fontana la farina, aggiungere l’olio, il sale e l’acqua calda. Impastare bene e aggiungere acqua finché il composto non sia ben morbido. Stendere quindi la pasta fino a raggiungere lo spessore di circa 3-4 millimetri, tagliare dei pezzi a forma di rombi non troppo grossi.
Intanto far sciogliere lo strutto su un fuoco abbastanza alto, quando risulta ben bollente iniziare a friggere i pezzi da entrambe le parti. Quando risultano ben colorati mettere sulla carta assorbente.
Servire appena preparato e ben caldo con formaggi ed affettati misti a piacere. Questa é sicuramente la versione più semplice di questa ricetta tradizionale, attendo vostri commenti nel caso ci siano delle precisazioni da fare al riguardo.
Questo blog rappresenta per prima cosa uno spazio di collaborazione e condivisione con gli utenti del sito RicetteSemplici.net. Sulle sue pagine, infatti, oltre ai contenuti inseriti dagli amministratori del sito, alle recensioni di locali e ad articoli di argomenti vari, trovano spazio anche le ricette preferite e le creazioni personali di una selezionata cerchia di utenti. In secondo luogo, questo blog è gestito come uno spazio autonomo dal sito. In quanto tale, non è sottoposto ai criteri di gestione che ci spingono a selezionare solo contenuti di estrema semplicità, sia per la scelta degli ingredienti che per la realizzazione. Su questo spazio, pertanto, è possibile sbizzarrirsi e tentare accostamenti nuovi, ma non per questo meno appetitosi. Chiunque può partecipare. Basta contattarci!
Lunadipendente
22 gennaio 2008 alle 20:14:10
li proverò subito perchè sn salati (adoro le cose salate) e perchè nn c’è lievitodi birra (ne sn allergica)
matteo
25 gennaio 2008 alle 19:29:34
Sono di parma e le ho provate anche con il miele e con la marmellata di susine. Da provare!!! da bere vi consiglio un buon lambrusco dell’emilia (rosso) o malvasia dei colli di parma (bianco)
Giovanni
25 gennaio 2008 alle 19:55:39
matteo: grazie del tuo parere, in effetti mi stuzzica l’accostamento con il dolce… Per quanto riguarda il vino forse preferirei il malvasia
CARLO ALBERTO
4 febbraio 2009 alle 19:24:40
durente la guerra si qualche volta si riusciva a rimediare della farina (con molti bottoni) e dello strutto….il Lambrusco non mancava….questa è la vera riccetta della torta fritta di Parma! Allora non avevamo l’acqua frizzante e bevevamo un’ottima acqua del serbatoio della sorgente di via Solari